Intervista a Michael Grubbs, il nuovo barista di One Tree Hill

Intervista a Michael Grubbs, il nuovo barista di One Tree Hill

In esclusiva per TvZapper un’intervista a Michael Grubbs, il barista del Tric in One Tree Hill, attore e cantante di talento.

Il dodicesimo episodio della settima stagione si è chiuso con la sorprendente esibizione di Grubbs al pianoforte. La serie, orfana dei suoi principali protagonisti, Lucas e Peyton, si propone di proseguire nella riflessione, a volte faticosa, a volte più riuscita, sulle precarie dimensioni dell’animo, in bilico tra colpa e perdono, tra ambizione e sacrificio, amore e morte.

L’esibizione di Grubbs, tratta dall’occhio capace di Mark Schwahn, mi ha incuriosito e portato a cercare qualche notizia di più: così la scoperta dei Wakey! Wakey!, la ricerca e l’amicizia su Facebook, infine il contatto con il disponibile Wesley Verhoeve, Head of Strategy and A&R della casa discografica The Family Records.

Un grazie a entrambi per aver reso possibile questa chiacchierata!! E un in bocca al lupo per il prossimo futuro.

Alla fine dell’ultimo episodio di One Tree Hill (7×12), il misterioso barista del Tric è al pianoforte e intona una splendida canzone: forse uno dei momenti più intimi della stagione. L’uomo-che-sa-cosa-vuoi-da-bere è un grande interprete. Allora. Chi è Michael Grubbs? Un attore, un cantautore… un intrigante barista?

Ahah… Tutti e tre? Nella mia vita ho “indossato tutte queste scarpe”. Sono sempre stato prima di tutto un musicista. Sono stato cresciuto da musicisti, ce l’ho proprio nel sangue. Durante le scuole superiori e il college, comunque, mi sono appassionato al teatro. Dopo il college ho effettivamente fatto l’attore teatrale per qualche anno. La cosa divertente è che penso di aver imparato la maggior parte delle cose durante gli anni in cui lavoravo nei bar di New York City. Servire al bar per la festa di San Patrizio in un Irish Pub in Restaurant Row, o nelle feste di Capodanno del Lower East Side, ti mostra realmente di che pasta sei fatto. E mi fa sentire veramente fortunato di essere un attore o un musicista a tempo pieno adesso. Per quanto riguarda il mio personaggio in One Tree Hill… dovremo solo aspettare e vedere!

La canzone che interpreti è “Brooklyn”, racconta di una relazione che finisce e il bisogno di andare via per trovare una direzione. Una delle più famose citazioni di OTH è “Le persone abbandonano sempre”. Significa che niente è scontato nelle nostre vite, nelle nostre storie d’amore, ma anche che tutti dobbiamo esser liberi di scegliere. Quando scrivi un testo, sei più ispirato dalle ragioni di restare o dai desideri che allontanano?

Io penso sia più semplice scrivere quando le cose vanno male. Per fortuna perchè qualcosa vada male deve essere fino a un certo punto andata bene e, nella mia esperienza, la ruota gira sempre e torna ancora qualcosa di buono. Questo spingere e tirare rende la vita interessante e di conseguenza anche l’arte.

Puoi raccontarci come sei arrivato a One Tree Hill? Avevi già esperienze di recitazione? Cosa hai provato la prima volta sul set?

Shaina Fewell, un’autrice dello show, mi ha scoperto in un’esibizione libera al Bar 4 in Brooklyn, New York. Allora ci tornò assieme a Mark Schwahn, che attese tre ore per vedermi esibire nuovamente. Questo portò a usare la nostra canzone War Sweater nel finale della sesta stagione. Siamo rimasti in contatto, poi proprio diventati amici. Quando gli ho fatto sentire il nostro nuovo album lo ha interiorizzato tanto da decidere di scrivermi una parte nella serie. Come ho detto prima, ho lavorato molto sul palco come attore, ma tutto quel che riguarda le riprese era totalmente nuovo per me. La prima volta che ho attraversato il set mi sono reso conto di quanto fossi impreparato. C’erano circa un centinaio di persone della troupe, e tantissime comparse, era estremamente impressionante. Fortunatamente il cast e la troupe sono stati eccezionali e mi hanno aiutato a superare il momento.

Gli Explosions In The Sky sono sempre nella colonna sonora di Friday Night Lights ma dicono di non aver mai visto un episodio della serie. Qual è il tuo rapporto con le tv-series?

Io amo la TV! So che alcuni artisti sono puristi e non la guardano mai e li rispetto totalmente, ma io non mi prendo proprio così sul serio. Amo guardare le fiction di fantascienza, come Lost e Battlestar Galactica, commedie come Freaks and Geeks… Mi appassiona.

Qualcosa sulla tua musica. Perché “Wakey! Wakey!”? Quali artisti hanno influenzato la tua musica?

Cerco di trattare la musica come il menu di in un diner aperto tutta la notte. Posso cercare tra le pagine e non trovare ciò che voglio mangiare, o posso chiudere i miei occhi, scoprire il piatto ideale per quel momento e ritrovarlo sul menu. Cerco di immaginare il potenziale di una canzone, non di ricreare qualcosa. La cosa divertente è che, con quei parametri, la mia musica rimane così pop. Vivo a Williamsburg, Brooklyn, inevitabilmente colpito da tutte queste incredibili band indipendenti. Ascolto molto Radiohead, Arcade Fire, Phoenix, Grizzly Bear, Dirty Projectors, Beirut… Potrei continuare a lungo. Certamente niente batte un possente remix di Girltalk!

I tuoi progetti per il futuro?

Al momento siamo impegnati con il rilascio del nostro nuovo disco, previsto per marzo. Il titolo è Almost Everything I Wish I’d Said the Last Time I Saw You. So che è un titolo lungo, ma è proprio quello il punto. Si tratta di una lettera d’amore. Forse un esercizio di guarigione. C’è una grande crescita per me e la band in questo album. Spero che seguirete il nostro percorso.

Un’ultima cosa: dopo queste domande… sei capace di dirmi cosa mi piacerebbe bere?

Per te, consiglierò la mia specialità italiana. E’ stato il mio primo drink in un menu di alta classe in New York, al Schiller’s Liquor Bar, dove facevo il barista. Vai lì, ordinalo e lascia una grossa mancia. Si chiama Campari Crush. Si shakerano MOLTO FORTE 2.5 once di Campari con il ghiaccio, si spreme un quarto di arancia schiacciata nel fondo di un bicchiere di vino italiano. Copri con una spruzzata di soda e goditelo!


Download the original interview in English