Review: Life UneXpected – Pilot

Avete presente quella domanda, che non so nemmeno seriamente da dove venga fuori, che dice “Riusciranno i nostri eroi…” eccetera eccetera? Ogni anni la tv americana ci propone decine di nuove serie: drama, comedy, crime, teen. Non tutte sopravvivono al pubblico:  ci sono emittenti più “sfortunate” o forse semplicemente che brillano poco in creatività. Così, ogni anno quando The CW (canale americano che registra ascolti a dir poco bassi e che sembra specializzato in teen drama, propinando da anni sempre le stesse solfe) annuncia esaltato: lanceremo una nuova serie tv, ci si mette in massa le mani tra i capelli.

Due sono le pecche principali, l’indirizzarsi quasi a un unico target, quello degli adolescenti e degli adulti bontemponi a cui piacciono le serie teen (e sì, io mi comprendo nella “folla”), e la totale incapacità di mantenere storyline interessanti e personaggi fedeli a sè stessi nella continuità del tempo. Più o meno con un’unica eccezione, costituita da Supernatural, unica serie ereditata dalla defunta The WB, in grado, pur con alti e bassi, di mantenere su uno standard potenzialmente elevato per il genere di cui tratta. Di altri telefilm dilaniati fino alla settima, ottava o addirittura nona stagione, perdendo pezzi per strada e con trame al limite della sopportazione immaginazione umana, si sa. Qualsiasi riferimento a One Tree Hill, Gilmore Girls o Smallville è completamente voluto.

Da un paio di mesi The CW aveva annunciato, con il tanto temuto entusiasmo, l’arrivo sugli schermi a gennaio di Life UneXpected, dramedy incentrato sulla storia di una ragazzina di 16 anni, Lux, che dopo anni di “sballottamento” tra una famiglia affidataria e l’altra, torna alla ricerca dei suoi genitori naturali per ottenere la loro firma sulla richiesta di emancipazione. Come è chiaro, non otterà l’emancipazione, e si costruirà quasto fantastico quadretto di genitori per caso con i risentimenti del liceo ancora vivi e vegeti, pronti a fare zavorra e tirarci avanti per i capelli per un’intera stagione e forse più (o meno).

Ribadisco, io seguo diversi teen drama. Lo so, la domanda che sorge spontanea è: “Perchè?” La risposta è: “Non lo so”. Nel redarre queste righe cercavo di rispondere alla domanda: The CW è riuscita nell’intento di creare una serie ben amalgamata, in grado di piacere (o per lo meno piaciucchiare) anche a un pubblico adulto, non più attratto dai piccoli problemi di cuore”?

Cercherò di essere il più imparziale possibile, ciò perchè, nonostante non vi sia alcun motivo di decantarne le lodi e preparare i festoni il pilot mi è parso alquanto carino (parafrasi elegante per dire che mi piacque).

A favore di Life Unexpected depone il gruppo di attori protagonisti: la giovane e simpatica Britt Robertson (Lux) e i genitori naturali: Shiri Appleby (che qualcuno ricorderà in Roswell) e Kristoffer Polaha (che io non ricordo ad nessuna parte, ma ha la faccia che crecavo in un ex quaterback cialtrone che vive in un bar di sua proprietà). Il fidanzato di Cate (Appleby) è il “fu Jack di Dawson’s Creek” Kerr Smith, e i quattro si amalgamano davvero bene insieme. La sceneggiatura regge, con momenti di ironia, e sicuramente rasenta meno l’assurdo rispetto ad altri  recenti drama targati  The CW (ammettiamo comunque che il fatto che la bella bambina bionda non l’abbia voluta nessuno puzza distante tre chilometri). Ha il pregio, forse anche per il fatto di presentare una “particolare famiglia”, invece che un gruppo di adolescenti alle prese con i “problemi” della vita, di avvicinarsi più a un prodotto come Gilmore Girls che a Gossip Girl, 90210 e seguenti.

L’attenzione però è a non farsi ingannare, è un bell’involucro, ma la sorpresa è sempre quella:  l’ennesimo teen drama. Una storia ben tratteggiata, ma abbastanza prevedibile;  scene già viste (la scena al tribunale mi ha ricordato incredibilmente il film Notte brava a Las Vegas con Kutcher e la Diaz); tempo 40 minuti e, ci sono già le basi per la forma geometrica più amata dalla tv: il triangolo. E’ vero, d’altra parte, che si tratta di un episodio pilota e nella sua funzione introduttiva è tenuto a condensare i fatti e speziarli, per invogliare lo spettatore, quindi il tempo per possibili (im)prevedibili sviluppi c’è tutto.

Rimane comunque il fatto che la minestra questo giro pare miscelata bene, salata al punto giusto, e ben condita. La domanda perciò è: “Riusciranno i nostri eroi a non servirci il solito teen drama precotto e riscaldato”? Ai posteri l’ardua sentenza. A me, nel frattempo è venuta fame.

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About indie

Ecco la trama di un ipotetico episodio pilota sulla sottoscritta. "Indie è una ragazza affascinante e divertente che affronta, con ironia e spensieratezza, i problemi di tutti i giorni: che smalto dare sulle unghie dei piedi, che borsa abbinare al vestito, come rivoluzionare l'arredamento del loft di cui è proprietaria (perché il padre è Bart Bass o qualcosa del genere). Un asteroide parlante caduto sulla terra le rivela che in realtà è una nullafacente dotata di poteri speciali (e che i vampiri esistono e li riconosci dalle sopracciglia folte). La missione: raccogliere le forze per sconfiggere il nemico, giunto per turbare la sua quiete: lo studio. A colpi di film, serie, fumetti e rock'n roll, indie debellerà anche l'ultimo frammento di impegno scolastico, in nome del bene superiore: l'ozio". Sì, esatto, è proprio così.