Lost: pensieri sparsi sulla finale

Ora come ora è diffcile costruire una frase di senso compiuto: dopo tutto mi sono svegliato alle sei per vedere una puntata di un telefilm. Il viaggio è stato lungo e si è concluso in una mattina di tarda primavera, dopo che era cominciato in un pomeriggio d’estate (almeno per me). Quel pilot trovato su Internet, consigliatomi da un’amica fan di Alias (“Lo devi vedere, J.J. Abrams è un genio”). Io, che mai avevo amato la serie con Jennifer Garner, le diedi retta, e non me ne pentii. Quella prima puntata era una cosa straordinaria, forse senza precedenti. Sei anni dopo, con la finale conclusasi da poche ore, resto della mia idea, espressa in quel post pubblicato all’inizio della stagione, ma mi rendo conto che oggi è finita un’era. Seguono spoiler per chi non ha ancora visto la finale. Avvisati… mezzi salvati.

Questa finale è stata soddisfacente? E’ stata… conclusiva? E’ stata… coerente? L’ultima è l’unica domanda alla quale non so rispondere. Ci vorrebbe qualcuno più esperto di me per giudicare la coerenza dell’episodio. Quello su cui mi posso esprimere sono le qualità o meno dello stesso.

Comincio con il dire che la finale non è perfetta, non poteva esserlo. Non poteva soddisfare tutti, era impossibile. Ma ha funzionato e allo stesso tempo ha commosso. Gli autori sono riusciti a scrivere il finale più “banale”, quel “sono tutti morti” che, ridendo e scherzando, tutti avevano “previsto” (notate le virgolette, per favore), in maniera eccellente. Funziona ragazzi, c’è poco da fare. Funziona. Ma soprattutto gli autori hanno riportato alla grande l’attenzione sull’aspetto più importante di Lost: i personaggi.

Quella realtà parallela non era in verità parallela, ma una creazione di Hurley (con l’aiuto di Ben?), diventato protettore dell’Isola, per far sì che ognuno dei personaggi avesse una seconda possibilità per crearsi una vita che gli desse soddisfazione e per farli ritrovare tutti insieme, a ricordare i bei momenti che hanno passato in compagnia l’uno dell’altro. Notate che nei flash dei personaggi che si “ricontrano” non c’è tristezza, non c’è amarezza. C’è la consapevolezza di aver condiviso i momenti più importanti della loro vita.

Alla fine Lost è stato quel momento tra l’apertura e la chiusura degli occhi di Jack, un protagonista tardivo, ma in fondo eccellente, che ha portato a termine il suo percorso, tra alti e bassi, come meglio non poteva. E’ riuscito ad aggiustare tutto come voleva. E quale scelta migliore si poteva fare se non quella di dare le chiavi dell’Isola ad Hurley, il personaggio più altruista e buono di tutti? Quello che sin dall’inizio abbiamo amato per la sua semplicità, la sua bontà, il suo pensare sempre agli altri. Quello che, appunto, alla fine è riuscito a regalare la redenzione ad i suoi amici. Citare ancora una volta Ben sarà forse esagerato o banale, ma permettetemi di ripetermi e lodare Michael Emerson per il suo lavoro. Io do lo stesso peso alle parole degli autori e all’interpretezione degli attori, ma credo che, più degli altri, Emerson sia riuscito nella maniera migliore ad interpretare un personaggio con così tante sfaccettature che un altro attore si sarebbe perso.

C’è poco da dire, invece, sullo scontro finale tra Jack e non-Locke. Così doveva andare. Non scopriremo mai tutti i dettagli di Lost. Perchè quella pietra teneva ferma la distruzione dell’Isola? La luce, cos’è la luce? Non importa, a dire il vero. Ciò che importa è stato dare un senso alle vite dei personaggi. Resteranno i misteri, resteranno per farci parlare nelle prossime settimane, nei prossimi mesi e, chissà, nei prossimi anni. Ma pensateci… era davvero necessario spiegare tutto? Secondo me no.

Ci sarebbero tante cose da dire, ma in fondo penso che non sia necessario scrivere più di tanto. Il mio post vuole solo essere una piccola dichiarazione d’amore verso la serie, così come lo è stata la finale nella mente di Lindelof e Cuse. Citare due o tre cose che più mi hanno colpito, è più che sufficiente. Ma un grande ringraziamento lo vorrei fare a Michael Giacchino. Credo che questa finale sia stata così toccante soprattutto grazie alla sua meravigliosa colonna sonora. Il flash di Jin e Sun, Sawyer e Juliet che si ritrovano, la parole di Kate a Jack alla fine del concerto, il parto di Claire con accanto Charlie… tutto scandito da note perfette. Perchè in fondo un addio deve essere commovente… deve riuscire a toccare gli animi degli spettatori.

Nei giorni scorsi ero sicuro che la finale di Lost avrebbe deluso. Probabilmente è stato così per alcuni di voi. Per altri sarà stato un capolavoro. Alcuni passeranno mesi ad elaborare (inutili) teorie. Per me, è stato il punto di arrivo di un bel viaggio, che sono contento di aver fatto negli ultimi sei anni. Ciò che conta è che è stato un punto di arrivo, in una parola… onesto.

Sarebbe bello se condivideste con noi il vostro pensiero su questa puntata. Commentate liberamente (ed educatamente).

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